Quest’anno la Guida Michelin fa tremare chef stellati: ecco i grandi nomi che restano fuori

Quest’anno la Guida Michelin fa tremare chef stellati: ecco i grandi nomi che restano fuori

Immagini della Guida Michelin Italia, simbolo delle stelle assegnate ai ristoranti. - ricettederoma.it

Federica Russo

Novembre 20, 2025

Una notizia che ha smosso il mondo della ristorazione: la Guida Michelin per l’Italia ha ridisegnato la mappa dei riconoscimenti e, benché il totale delle stelle Michelin sia salito a 394, la novità nasconde retrocessioni pesanti e uscite eccellenti. In pratica la selezione perde cinque indirizzi storici, mentre qualche nuova insegna avanza: tra i nomi annunciati figurano chef come Michelangelo Mammoliti e Francesco Sodano che hanno guadagnato visibilità, ma l’altra faccia della medaglia è fatta di locali che perdono il macaron.

Il dato è netto: 5 ristoranti esclusi dalla guida non sono solo numeri, ma storie professionali che cambiano direzione. In molti casi si tratta di locali che hanno fatto la storia della gastronomia italiana; in altri si parla di chiusure o ristrutturazioni che hanno costretto gli ispettori a rivedere la valutazione. Un dettaglio che molti sottovalutano è che le revisioni rispecchiano anche trasformazioni strutturali nei locali, non solo giudizi sul piatto.

Il peso delle esclusioni e cosa cambia per le insegne storiche

Tra le assenze che più colpiscono c’è quella di Casa Vissani, l’indirizzo di Gianfranco Vissani a Baschi, che dopo la perdita della seconda stella alcuni anni fa ora vede andare via anche l’ultima. Non si tratta solo di un fatto anagrafico: Vissani è stato per decenni un punto di riferimento e la sua vicenda racconta come la percezione della cucina e la gestione degli spazi influenzino i giudizi. Chi vive in città lo nota: i locali devono adattarsi a ritmi e aspettative diverse.

Altro capitolo significativo è la fine della lunga continuità di Arnaldo-Clinica Gastronomica di Rubiera, che aveva mantenuto la stella per decenni. L’indirizzo resta però un riferimento per la tradizione emiliana, conosciuto per la pasta fresca e il carrello dei bolliti; qui il macaron è meno importante della riconoscibilità sul territorio. Un fenomeno che in molti osservano è la forza del legame locale: l’assenza dalla guida non cancella l’identità culinaria.

Quest’anno la Guida Michelin fa tremare chef stellati: ecco i grandi nomi che restano fuori
C’è chi la stella la guadagna o la perde: un cuoco in divisa bianca impiattato con cura, simbolo della ristorazione d’eccellenza. – ricettederoma.it

Fa meno scalpore ma non è meno rilevante l’uscita di Porta di Basso a Peschici, mentre sono state tolte le stelle anche a indirizzi che hanno riaperto con formule diverse. Un aspetto che sfugge a chi non segue il settore è che la trasformazione dei locali — chiusure, rilanci o trasferimenti — pesa tanto quanto la qualità percepita dalle guide.

Retrocessioni, chiusure e l’orizzonte per il futuro

La Guida ha anche una casella riservata alle retrocessioni: il caso più commentato è quello del Miramonti l’altro di Concesio, che ha perso una stella. Si tratta dell’unica retrocessione ufficiale segnalata dalla guida, e per gli addetti ai lavori è un segnale che indica come gli standard vengano costantemente rivalutati. Per molti chef la stella resta un obiettivo dinamico, non un risultato permanente.

Altri indirizzi sono stati depennati perché temporaneamente chiusi, rinnovati o trasferiti: tra questi figurano locali come il Terramara di Capolona, The Cook di Genova, Vite di Lancenigo e il Magorabin di Torino. È un elenco che mostra come la geografia gastronomica italiana si stia ridefinendo: alcune zone tengono, altre vedono cambi generazionali. Un fenomeno che in molti notano solo nei periodi di maggiore movimento turistico.

Per la ristorazione italiana il messaggio è chiaro: la guida rimane un parametro importante, ma la carriera di un locale dipende sempre più da capacità di innovare, dalla gestione e dalla tenuta sul territorio. In definitiva, la perdita della stella non è solo una bocciatura tecnica: è un punto di svolta che porta chef e imprenditori a ripensare proposte, format e pubblico di riferimento.